Stampante 3D, storia, metodi e applicazioni

Stampante 3D all'opera mentre riproduce un volto umano

Un po tutti ormai conoscono la Stampante 3D. Se ne sente parlare da un po di anni e se vi capita di girare in qualche fiera tecnologica vi capiterà sicuramente di trovare degli stand che mostrano nuovi modelli. Ma a che punto siamo con questa sorprendente tecnologia? Dove viene utilizzata e dove lo sarà in futuro? In questo articolo ci faremo un po di domande, ma prima…

Un po di storia

La stampa 3D nasce nel 1986 e il suo papà è Chuck Hull, ingegnere, imprenditore e inventore statunitense. E’ lui l’inventore della stereolitografia tecnica che permette di creare singoli oggetti tridimensionali a partire da dati digitali.

Il boom delle stampanti 3D lo abbiamo con la scadenza del brevetto 5.121.329 nel 2009 che abbatte i costi e le rende economicamente accessibili a piccole e medie imprese ma anche a privati. Si sviluppano macchinari più veloci grazie a nuovi metodi di stampa e vengono sviluppate resine di consistenza e colore diverso.

Come si stampa in 3D?

Stampare in 3D è semplice quasi quanto usare una stampante normale. Il primo passo consiste nel creare o reperire il modello 3D digitale che si intende riprodurre. Se ne trovano ormai un’infinità su internet e se avete programmi e conoscenze adeguate potete sempre creare ciò che più vi aggrada. Una volta scelto il modello basterà caricarlo in un programma chiamato slicer e impostare i dati della stampante 3D. Una volta inseriti tutti i dati basterà mandare in stampa l’oggetto e dopo un po MAGIA! Avremo il nostro modello 3D replicato davanti a noi.

Le sue applicazioni

La stampa 3D è un mezzo con applicazioni potenzialmente infinite. Si va dalla semplice riproduzione di un bicchiere a quella di un alimento. Nell’arte e nel design l’uso della stampa 3D è già diffusa, in poco tempo un architetto può stampare i modellini per la sua presentazione o un artista può produrre una serie di statuine e modellini. In settori più scientifici come la medicina la stampa 3D viene adoperata per la creazione di protesi e tessuti. In ambito alimentare esistono stampanti 3D in grado di comporre alimenti, cioccolato, zucchero, ma anche pasta.

E’ difficile immaginare un futuro senza una stampante 3D in ogni casa. Insomma, cosa c’è di più comodo di stamparsi le posate, il cibo o i vestiti in casa?

Ono, una stampante tutta smart

Dato che gli smartphone sono una realtà più che consolidata non ci siamo stupiti nel vedere una stampante 3D che stampa proprio grazie al telefono. Di dimensioni molto contenute (smart per l’appunto) Ono è una stampante dal costo irrisorio, rispetto alla maggior parte delle altre e usa lo smartphone per stampare piccoli oggetti. Bisognerà alloggiare il proprio telefono con il modello 3D aperto in un apposito scomparto, mettere la resina che abbiamo scelto nella stampante (ve ne sono di diverso colore e durezza) e la macchina creerà il modello.

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